EU·nomia

Cronache dall’Europa che poteva essere. Punto di divergenza: 2005.

Giornale di finzione dichiarata. Niente di tutto questo è accaduto. Cos’è Eunomia ›

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Cos’è Eunomia

Eunomia è un giornale che non esiste, di un’Europa che non esiste. È finzione, e lo dice apertamente: nel nome, nel sottotitolo, sotto ogni articolo. Niente di ciò che leggi qui è accaduto.

Un solo bivio

Nel 2005 Francia e Paesi Bassi votarono no alla Costituzione europea, e quel progetto morì. Eunomia parte dall’unica cosa cambiata: lì votano sì. Da quel punto, tutto il resto discende per conseguenza. Un’Unione con personalità giuridica, una sola voce in politica estera, un reddito minimo europeo, un asilo comune. Non un elenco di cose belle messe a caso: una deduzione a partire da un bivio.

Perché un mondo migliore, e non peggiore

L’ucronia di solito costruisce incubi per farci rabbrividire. Eunomia fa l’opposto: mostra un’Europa più giusta per farci ricordare che era possibile. Non per nostalgia. Per capire cosa abbiamo lasciato sul tavolo.

Non è un paradiso

Dentro Eunomia i miracoli sono vecchi, scontati, criticati. Il reddito europeo ha vent’anni e non basta a pagare l’affitto ad Atene. L’Europa media in Iran e i morti restano morti. Ogni conquista ha il suo costo, i suoi critici, le sue liste d’attesa. La meraviglia, semmai, la metti tu che leggi da questa parte del bivio.

Lo specchio del presente

Ogni pezzo parte da una notizia vera di oggi e la racconta dall’altro ramo. Sotto trovi sempre l’ancora reale: la cronaca da cui siamo partiti. Il confronto lo fai da solo.

Non è disinformazione

La cornice di finzione viaggia con ogni articolo, anche quando lo condividi: masthead, data del calendario del ramo, anteprime social che dichiarano cos’è. Non imitiamo nessuna testata reale. Se sei finito qui credendo di leggere una notizia, ora lo sai: è un’altra Europa, quella che poteva essere.