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Economia · Bruxelles
Il notturno per Varsavia parte alle 21:40. Costa meno di un volo, e nessuno lo trova strano
calendario del ramo · POD 2005
Alle 21:40 dalla Gare du Midi parte il notturno per Varsavia, con fermate a Colonia e Berlino. Una cuccetta costa quaranta euro, meno del volo, e il vagone si riempie senza fretta: studenti che tornano, una coppia con le valigie rigide, un uomo in giacca che apre il portatile e lo richiude subito. Nessuno di loro pensa di star facendo qualcosa di speciale, perché non lo è.
La rete ferroviaria è competenza comune da quando l’energia lo è diventata, e dalla stessa scelta: una corrente continentale a basso costo rende i notturni elettrici convenienti, un’autorità unica fa sì che un biglietto valga da Lisbona a Tallinn senza ricomprarlo a ogni confine. I treni della notte non sono tornati per nostalgia. Sono tornati perché conveniva, e da quindici anni sono semplicemente il modo in cui ci si sposta quando non si ha fretta e si vuole spendere poco.
L’uomo in giacca spegne la luce sopra la cuccetta poco dopo Liegi. Domattina alle sette sarà a Berlino, avrà dormito, non avrà preso un aereo né pagato un albergo, e scenderà con la faccia di chi fa la stessa cosa ogni mese. Da qualche parte, qualcuno che fa il suo stesso mestiere a quest’ora sta cercando il volo delle sei meno caro, e mette la sveglia alle quattro.