Cronache dall’Europa del 2005 ›
Europa · Bruxelles
Ha lavorato in cinque paesi. La pensione gli arriva come se fosse rimasto sempre a casa
calendario del ramo · POD 2005
António Reis ha fatto il cuoco in Portogallo, in Lussemburgo, in Irlanda, in Germania e di nuovo a casa. Il mese scorso è andato in pensione, e la cosa più complicata è stata scegliere la torta della festa: l’assegno è arrivato puntuale, calcolato sommando i contributi dei cinque paesi come se avesse sempre lavorato sotto lo stesso tetto. Non ha presentato un solo modulo. Gli uffici si sono parlati tra loro.
È la portabilità piena dei diritti sociali, vecchia quanto il mercato unico approfondito dalla Costituzione: i contributi ti seguono, la tessera sanitaria vale ovunque, il diploma è riconosciuto senza traduzioni giurate. Un cittadino, ventisette amministrazioni che fanno il lavoro di mettersi d’accordo al posto tuo. È una di quelle infrastrutture invisibili di cui ci si accorge solo perché non fanno notizia.
António ha scelto la torta al cioccolato. Da qualche parte, un altro cuoco con la stessa carriera passa i pomeriggi a chiedere certificati a cinque istituti diversi, in cinque lingue, per dimostrare di aver lavorato gli anni che ha lavorato — e intanto l’assegno aspetta.