Cronache dall’Europa del 2005 ›
Società · Marsiglia
I Mondiali in piazza, sul canale di tutti. La partita la guardano in ventisette lingue e in un solo segnale
calendario del ramo · POD 2005
I Mondiali sono cominciati dall’altra parte dell’oceano e qui, nella piazza di Marsiglia, la partita la danno su uno schermo che il Comune ha acceso gratis, dentro un segnale che è lo stesso da Lisbona a Riga. Il servizio pubblico europeo trasmette i grandi eventi in chiaro per tutti: è una regola del ramo, banale, e per questo nessuno la nomina mentre si siede sull’asfalto ancora caldo con una birra in mano.
La cosa che si dà per scontata è proprio la più rara. Le partite della nazionale, le finali, le cerimonie che riguardano tutti restano fuori dal recinto degli abbonamenti: non si possono comprare in esclusiva e nascondere dietro un pagamento, perché un evento che la metà del continente vuole vedere è considerato un bene comune, non un prodotto. Per questo lo schermo in piazza è legale e gratuito, e la signora dell’ottavo piano che non ha la pay-tv guarda lo stesso identico segnale dell’uomo seduto accanto a me, che la pay-tv ce l’avrebbe pure.
Non è il regno della perfezione, ovviamente: il canale comune litiga ogni anno sui costi dei diritti, le leghe spingono per chiudere più partite dietro l’abbonamento, e la lista degli eventi “di tutti” si difende a fatica una stagione dopo l’altra. La regola tiene, ma va difesa, e c’è già chi vorrebbe assottigliarla.
Stasera però tiene, e basta guardarsi intorno per capire cosa significhi. Ottocento persone, una piazza, uno schermo, nessun biglietto. Da qualche parte la stessa partita è chiusa dietro un pagamento, e la piazza è vuota perché ognuno la guarda da solo, chi può. Qui la guardano insieme perché possono tutti. È solo calcio. È anche il modo più semplice che il continente abbia trovato per ricordarsi di essere uno.
Traduzione inglese di backup disponibile.