Cronache dall’Europa del 2005 ›
Europa · Varsavia
A Katowice un giudice ha dato torto al governo. Ed è rimasto al suo posto
calendario del ramo · POD 2005
La giudice Anna Krawczyk, tribunale amministrativo di Katowice, due settimane fa ha annullato un appalto della regione perché assegnato senza gara. Il partito di governo locale ha chiesto la sua rimozione il giorno dopo. Stamattina la giudice Krawczyk era in aula, come sempre, a discutere il caso successivo. La richiesta di rimuoverla è ferma su un tavolo, dove resterà: non è un’opzione prevista. E questo è tutto.
Che non sia un’opzione è il lavoro di vent’anni. La Carta dei diritti è vincolante dalla Costituzione, e con lei è arrivato ciò che mette un giudice fuori dalla portata di chi governa: un consiglio della magistratura che risponde a regole comuni, una Corte a Lussemburgo come ultima istanza, i fondi legati al rispetto della regola. Un ministro che perde una causa, qui, perde e basta. Chi entra in magistratura oggi lo dà per ovvio come l’aria che respira.
Resta che la signora Krawczyk è in aula. Da qualche parte, in un’altra Europa, il magistrato che annulla l’appalto sbagliato riceve un trasferimento punitivo entro la settimana, e i colleghi imparano la lezione guardando. Qui no. Qui il governo ha protestato, ha perso, e domani lei discuterà il prossimo caso senza guardarsi le spalle. La distanza di Bruxelles, per una volta, è precisamente ciò che la tiene dove deve stare.