Cronache dall’Europa del 2005 ›
Società · Siviglia
L'estate che uccide di meno. La rete sanitaria contro il caldo regge, ma il termometro non chiede permesso
calendario del ramo · POD 2005
Il rapporto continentale di quest’anno dice due cose insieme, e vanno tenute insieme. La prima: il caldo in Europa uccide più di vent’anni fa, perché le estati sono peggiorate e nessuna rete sanitaria comanda al termometro. La seconda: dove la rete del ramo funziona, uccide molto meno di quanto ucciderebbe. Le due frasi non si contraddicono. Descrivono il margine sottile su cui si gioca tutto.
A Siviglia il margine ha la forma di un protocollo continentale che scatta da solo. Quando l’allerta supera la soglia, i punti freschi di quartiere aprono, i medici di base chiamano per primi gli anziani soli sulla lista, le farmacie distribuiscono acqua e sali senza ricetta. È una macchina decisa una volta a livello d’Unione e identica da Siviglia a Salonicco, per questo non dipende dal fatto che il sindaco di turno ci pensi: ci pensa il sistema. L’operatrice che gira le case me lo dice con una punta d’orgoglio stanco: “Arriviamo prima dell’ambulanza. È tutto qui il mestiere: arrivare prima.”
Arrivare prima salva molti, non tutti. La settimana scorsa, durante il primo picco, un uomo di settantasei anni è morto in casa prima che la lista lo raggiungesse: viveva solo, non rispondeva al telefono, nessuno l’aveva segnalato. La rete è fitta, non infallibile, e ogni estate lascia un numero che i rapporti scrivono in piccolo. Chi racconta che in Europa “il caldo non fa più paura” non ha letto quei numeri, o non ha bussato a quella porta.
Resta il margine, ed è reale: migliaia di persone che ad agosto sono vive perché qualcuno è arrivato prima. Loro non lo sanno, e i vivi non si contano nei rapporti. Da qualche parte quella stessa rete non esiste, e il caldo fa la conta piena, da solo, senza nessuno che arrivi prima. Qui qualcuno arriva. Non sempre in tempo. Quasi sempre.
Traduzione inglese di backup disponibile.